QUARESIMA - Parrocchia S. Andrea Apostolo - Santa Maria Capua Vetere

 Benvenuti nel sito della
Parrocchia
Sant' Andrea Apostolo
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QUARESIMA

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BENVENUTI NEL SITO DELLA PARROCCHIA DI S. ANDREA APOSTOLO IN S. MARIA C. V. (Ce), DIOCESI DI CAPUA

La Parrocchia, appartenente alla storica e antica Diocersi di Capua, nel passato é stata sempre denominata di S. Andrea Apostolo che si trova nel casale con lo stesso nome (la maggioranza delle visite pastoarli recita: che si trova nel casale di  S. Andrea dei Lagni).
La Parrocchia é ubicata nella periferia sud della città di S. Maria C. V. e fino a 50 anni fa contava 1000-1500 abitanti, oggi é in continua espansione e conta circa 3000 abitanti. Nel comprensorio della Parrocchia oltre alle scuole del posto negli ultimi anni sono state ubicati anche tre Istituti delle Scuole di II grado: il liceo scientifico, l'istituto dei geometri e l'artistico

CREDO

Credo Credo Credo In Dio Vero


Credo in Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra;  

Credo Credo Credo In Dio Vero


Credo in Gesù Cristo, figlio unigenito del Padre,
che nacque da Maria Vergine,
morì e fu sepolto;
è risuscitato dai morti
e siede alla destra del Padre

Credo Credo Credo In Dio Vero


Credo nello Spirito Santo,
la santa Chiesa cattolica,
la comunione dei santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

Credo Credo Credo In Dio Vero



16 MARZO 2014 SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA


PREGHIERA


* G – Gesù, quel giorno sul monte
tu hai fatto risplendere davanti ai tre apostoli
la bellezza della tua divinità.
Gesù, quel giorno sul monte
tu hai offerto
un anticipo della tua gloria.
Da quel monte, però, tu sei sceso
assieme a Pietro, Giacomo e Giovanni,
per riprendere il cammino che conduce a Gerusalemme,
alla collina del Calvario dove sarà piantata la tua croce.
Donami, Signore, di non scambiare i segni
che tu continui a deporre sui miei passi,
Donami di proseguire il mio cammino
perché si compia in me il mistero iniziato nel Battesimo,
la mia immersione nella tua morte
e nella tua risurrezione.
Donami di lasciarmi accompagnare dalla tua parola,
un fuoco che continua ad ardere per me
e che mi traccia la via
e la strada si fa oscura.
Donami la fiducia del discepolo
che nell’ora della prova,
ricorda il tuo volto luminoso.


VIENI, SIGNORE GESÙ

Vieni, Signore Gesù,
a portare la tua vita,
a portare il tuo amore,
a portare la tua pace.
  Vieni, Signore Gesù,       
  rafforza i deboli,
  conforta i sofferenti,
  rasserena gli emarginati.
Vieni Signore Gesù
a illuminare i dubbiosi,
a incoraggiare gli sfiduciati,
a convertire i peccatori.
  Vieni, Signore Gesù,
  il mondo ti attende,
  la Chiesa ti desidera,
  l’uomo t’invoca.
  Vieni, non tardare.


Un cristiano non può far del male ad un altro cristiano

Un cristiano non può far del male ad un altro cristiano

UDIENZA GENERALE
Mercoledì, 27 febbraio 2013

TESTAMENTO DI BENEDETTO XVI



Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Presbiterato!
Distinte Autorità!
Cari fratelli e sorelle!

Vi ringrazio di essere venuti così numerosi a questa mia ultima Udienza generale.
Grazie di cuore! Sono veramente commosso! E vedo la Chiesa viva! E penso che dobbiamo anche dire un grazie al Creatore per il tempo bello che ci dona adesso ancora nell’inverno.
Come l’apostolo Paolo nel testo biblico che abbiamo ascoltato, anch’io sento nel mio cuore di dover soprattutto ringraziare Dio, che guida e fa crescere la Chiesa, che semina la sua Parola e così alimenta la fede nel suo Popolo. In questo momento il mio animo si allarga ed abbraccia tutta la Chiesa sparsa nel mondo; e rendo grazie a Dio per le «notizie» che in questi anni del ministero petrino ho potuto ricevere circa la fede nel Signore Gesù Cristo, e della carità che circola realmente nel Corpo della Chiesa e lo fa vivere nell’amore, e della speranza che ci apre e ci orienta verso la vita in pienezza, verso la patria del Cielo.
Sento di portare tutti nella preghiera, in un presente che è quello di Dio, dove raccolgo ogni incontro, ogni viaggio, ogni visita pastorale.
Tutto e tutti raccolgo nella preghiera per affidarli al Signore: perché abbiamo piena conoscenza della sua volontà, con ogni sapienza e intelligenza spirituale, e perché possiamo comportarci in maniera degna di Lui, del suo amore, portando frutto in ogni opera buona (cfr Col 1,9-10).
In questo momento, c’è in me una grande fiducia, perché so, sappiamo tutti noi, che la Parola di verità del Vangelo è la forza della Chiesa, è la sua vita.
Il Vangelo purifica e rinnova, porta frutto, dovunque la comunità dei credenti lo ascolta e accoglie la grazia di Dio nella verità e nella carità. Questa è la mia fiducia, questa è la mia gioia.
Quando, il 19 aprile di quasi otto anni fa, ho accettato di assumere il ministero petrino, ho avuto la ferma certezza che mi ha sempre accompagnato: questa certezza della vita della Chiesa dalla Parola di Dio. In quel momento, come ho già espresso più volte, le parole che sono risuonate nel mio cuore sono state: Signore, perché mi chiedi questo e che cosa mi chiedi? È un peso grande quello che mi poni sulle spalle, ma se Tu me lo chiedi, sulla tua parola getterò le reti, sicuro che Tu mi guiderai, anche con tutte le mie debolezze.
E otto anni dopo posso dire che il Signore mi ha guidato, mi è stato vicino, ho potuto percepire quotidianamente la sua presenza. È stato un tratto di cammino della Chiesa che ha avuto momenti di gioia e di luce, ma anche momenti non facili; mi sono sentito come san Pietro con gli Apostoli nella barca sul lago di Galilea: il Signore ci ha donato tanti giorni di sole e di brezza leggera, giorni in cui la pesca è stata abbondante; vi sono stati anche momenti in cui le acque erano agitate ed il vento contrario, come in tutta la storia della Chiesa, e il Signore sembrava dormire.
Ma ho sempre saputo che in quella barca c’è il Signore e ho sempre saputo che la barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è sua.
E il Signore non la lascia affondare;
è Lui che la conduce, certamente anche attraverso gli uomini che ha scelto, perché così ha voluto. Questa è stata ed è una certezza, che nulla può offuscare. Ed è per questo che oggi il mio cuore è colmo di ringraziamento a Dio perché non ha fatto mai mancare a tutta la Chiesa e anche a me la sua consolazione, la sua luce, il suo amore.
Siamo nell'Anno della fede, che ho voluto per rafforzare proprio la nostra fede in Dio in un contesto che sembra metterlo sempre più in secondo piano. Vorrei invitare tutti a rinnovare la ferma fiducia nel Signore, ad affidarci come bambini nelle braccia di Dio, certi che quelle braccia ci sostengono sempre e sono ciò che ci permette di camminare ogni giorno, anche nella fatica. Vorrei che ognuno si sentisse amato da quel Dio che ha donato il suo Figlio per noi e che ci ha mostrato il suo amore senza confini.
Vorrei che ognuno sentisse la gioia di essere cristiano. In una bella preghiera da recitarsi quotidianamente al mattino si dice: «Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano…». Sì, siamo contenti per il dono della fede; è il bene più prezioso, che nessuno ci può togliere! Ringraziamo il Signore di questo ogni giorno, con la preghiera e con una vita cristiana coerente. Dio ci ama, ma attende che anche noi lo amiamo!
Ma non è solamente Dio che voglio ringraziare in questo momento. Un Papa non è solo nella guida della barca di Pietro, anche se è la sua prima responsabilità. Io non mi sono mai sentito solo nel portare la gioia e il peso del ministero petrino; il Signore mi ha messo accanto tante persone che, con generosità e amore a Dio e alla Chiesa, mi hanno aiutato e mi sono state vicine. Anzitutto voi, cari Fratelli Cardinali: la vostra saggezza, i vostri consigli, la vostra amicizia sono stati per me preziosi; i miei Collaboratori, ad iniziare dal mio Segretario di Stato che mi ha accompagnato con fedeltà in questi anni; la Segreteria di Stato e l’intera Curia Romana, come pure tutti coloro che, nei vari settori, prestano il loro servizio alla Santa Sede: sono tanti volti che non emergono, rimangono nell’ombra, ma proprio nel silenzio, nella dedizione quotidiana, con spirito di fede e umiltà sono stati per me un sostegno sicuro e affidabile. Un pensiero speciale alla Chiesa di Roma, la mia Diocesi! Non posso dimenticare i Fratelli nell’Episcopato e nel Presbiterato, le persone consacrate e l’intero Popolo di Dio: nelle visite pastorali, negli incontri, nelle udienze, nei viaggi, ho sempre percepito grande attenzione e profondo affetto; ma anch’io ho voluto bene a tutti e a ciascuno, senza distinzioni, con quella carità pastorale che è il cuore di ogni Pastore, soprattutto del Vescovo di Roma, del Successore dell’Apostolo Pietro.
Ogni giorno ho portato ciascuno di voi nella preghiera, con il cuore di padre.
Vorrei che il mio saluto e il mio ringraziamento giungesse poi a tutti: il cuore di un Papa si allarga al mondo intero. E vorrei esprimere la mia gratitudine al Corpo diplomatico presso la Santa Sede, che rende presente la grande famiglia delle Nazioni. Qui penso anche a tutti coloro che lavorano per una buona comunicazione e che ringrazio per il loro importante servizio.
A questo punto vorrei ringraziare di vero cuore anche tutte le numerose persone in tutto il mondo, che nelle ultime settimane mi hanno inviato segni commoventi di attenzione, di amicizia e di preghiera. Sì, il Papa non è mai solo, ora lo sperimento ancora una volta in un modo così grande che tocca il cuore. Il Papa appartiene a tutti e tantissime persone si sentono molto vicine a lui. È vero che ricevo lettere dai grandi del mondo – dai Capi di Stato, dai Capi religiosi, dai rappresentanti del mondo della cultura eccetera. Ma ricevo anche moltissime lettere da persone semplici che mi scrivono semplicemente dal loro cuore e mi fanno sentire il loro affetto, che nasce dall’essere insieme con Cristo Gesù, nella Chiesa. Queste persone non mi scrivono come si scrive ad esempio ad un principe o ad un grande che non si conosce. Mi scrivono come fratelli e sorelle o come figli e figlie, con il senso di un legame familiare molto affettuoso. Qui si può toccare con mano che cosa sia Chiesa – non un’organizzazione, un’associazione per fini religiosi o umanitari, ma un corpo vivo, una comunione di fratelli e sorelle nel Corpo di Gesù Cristo, che ci unisce tutti. Sperimentare la Chiesa in questo modo e poter quasi toccare con le mani la forza della sua verità e del suo amore, è motivo di gioia, in un tempo in cui tanti parlano del suo declino. Ma vediamo come la Chiesa è viva oggi!
In questi ultimi mesi, ho sentito che le mie forze erano diminuite, e ho chiesto a Dio con insistenza, nella preghiera, di illuminarmi con la sua luce per farmi prendere la decisione più giusta non per il mio bene, ma per il bene della Chiesa. Ho fatto questo passo nella piena consapevolezza della sua gravità e anche novità, ma con una profonda serenità d’animo. Amare la Chiesa significa anche avere il coraggio di fare scelte difficili, sofferte, avendo sempre davanti il bene della Chiesa e non se stessi.
Qui permettetemi di tornare ancora una volta al 19 aprile 2005. La gravità della decisione è stata proprio anche nel fatto che da quel momento in poi ero impegnato sempre e per sempre dal Signore. Sempre – chi assume il ministero petrino non ha più alcuna privacy. Appartiene sempre e totalmente a tutti, a tutta la Chiesa. Alla sua vita viene, per così dire, totalmente tolta la dimensione privata. Ho potuto sperimentare, e lo sperimento precisamente ora, che uno riceve la vita proprio quando la dona. Prima ho detto che molte persone che amano il Signore amano anche il Successore di san Pietro e sono affezionate a lui; che il Papa ha veramente fratelli e sorelle, figli e figlie in tutto il mondo, e che si sente al sicuro nell’abbraccio della vostra comunione; perché non appartiene più a se stesso, appartiene a tutti e tutti appartengono a lui.
Il “sempre” è anche un “per sempre” - non c’è più un ritornare nel privato. La mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del ministero, non revoca questo.
Non ritorno alla vita privata, a una vita di viaggi, incontri, ricevimenti, conferenze eccetera. Non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore Crocifisso. Non porto più la potestà dell’officio per il governo della Chiesa, ma nel servizio della preghiera resto, per così dire, nel recinto di san Pietro. San Benedetto, il cui nome porto da Papa, mi sarà di grande esempio in questo. Egli ci ha mostrato la via per una vita, che, attiva o passiva, appartiene totalmente all’opera di Dio.
Ringrazio tutti e ciascuno anche per il rispetto e la comprensione con cui avete accolto questa decisione così importante. Io continuerò ad accompagnare il cammino della Chiesa con la preghiera e la riflessione, con quella dedizione al Signore e alla sua Sposa che ho cercato di vivere fino ad ora ogni giorno e che vorrei vivere sempre. Vi chiedo di ricordarmi davanti a Dio, e soprattutto di pregare per i Cardinali, chiamati ad un compito così rilevante, e per il nuovo Successore dell’Apostolo Pietro: il Signore lo accompagni con la luce e la forza del suo Spirito.
Invochiamo la materna intercessione della Vergine Maria Madre di Dio e della Chiesa perché accompagni ciascuno di noi e l’intera comunità ecclesiale; a Lei ci affidiamo, con profonda fiducia.

Cari amici! Dio guida la sua Chiesa, la sorregge sempre anche e soprattutto nei momenti difficili. Non perdiamo mai questa visione di fede, che è l’unica vera visione del cammino della Chiesa e del mondo. Nel nostro cuore, nel cuore di ciascuno di voi, ci sia sempre la gioiosa certezza che il Signore ci è accanto, non ci abbandona, ci è vicino e ci avvolge con il suo amore. Grazie!

 III DOMENICA DI QUARESIMA:
            Tu hai sete di noi


Rendici sensibili alla tua sete, Signore Gesù!
Quel tuo «dammi da bere»
continua a riempirci di stupore…

La tua sete, Signore,
non si placa con l'acqua di Sicar
né la tua fame con il cibo comprato dai discepoli.
Hai fame di compiere l'opera
di Colui che ti ha mandato,
di Colui che ha tanto amato il mondo
da dare il suo Unigenito.

Tu hai sete e fame della nostra salvezza.
Tu nostro Dio ti siedi al pozzo e attendi un sorso d'acqua
da coloro che senza la tua acqua morirebbero di arsura.
Tu, sorgente d'acqua viva,
insegnaci a ritrovarti dove sei,
nel pozzo scavato da te nel nostro profondo...

La Verità abita dentro di noi.
Signore Gesù, aiutaci a fare la verità nella nostra vita,
insegnaci ad adorare il Padre in Spirito e verità,
fa' di noi la sposa innamorata,
che t'invoca unita allo Spirito:
«Lo Spirito e la sposa dicono: Vieni!
E chi ascolta ripeta: Vieni!
Chi ha sete venga;
chi vuole attinga
gratuitamente l'acqua della vita»
(Ap 22,17).



ALT! ...ATTENZIONE!

Parrocchia S. Andrea Apostolo
ORARIO celebrazionI PERIODO NATALIZIO

CONFESSIONI

    
Sabato 22: Ore 07,30-09,30
Lunedì 24:
Ore 07,30-09,30

NB:
(per altri orari concordare al Tel. 3284419570-0823691881opp:gennaro0404@gmail.com)

CELEBRAZIONI


Lunedì 24: Ore 22,30: Inizio celebrazione della Veglia Natalizia

Martedì 25: SS. Messe


Ore Ore 09,30; 11,30;  Ore 17,00.

Domenica 30: SS. Messe


Ore Ore 09,30; 11,30;  Ore 17,00.
  

Lunedì 1° Gennaio 2013: SS. Messe


Ore Ore 09,30; 11,30;  Ore 17,00.

Domenica 6 Gennaio 2013: SS. Messe


Ore Ore 09,30; 11,30;  Ore 17,00.





ORARIO CELEBRAZIONI PARROCCHIALI
ESTIVO(orario legale ECCETTO
 LUGLIO-AGOSTO)

FESTIVO


ORE: 7,00: S. Rosario - Lodi
ORE: 7,30: S. Messa
ORE: 9,30: S. Messa
ORE: 11,30: S. Messa
ORE: 19,00: S. Messa

FERIALE


lUNEDì-VENERDì:
ORE 18,30: S. ROSARIO
ORE 19,00: S. MESSA
SABATO :
ORE 07,00: s. ROSARIO (O LODI)
ORE: 07,30: S. Messa

invernale (orario solare)

FESTIVO


ORE: 07,00: S. Rosario - Lodi
ORE: 07,30: S. Messa
ORE: 09,30: S. Messa
ORE: 11,30: S. Messa
ORE: 18,00: S. Messa

FERIALE


lUNEDì-VENERDì:
ORE 17,30: S. ROSARIO
(O VESPRI)
ORE 18,00: S. MESSA
SABATO:
ORE 07,00: S. ROSARIO
(O LODI)
ORE 07,30: S. MESSA

LUGLIO-AGOSTO
FESTIVO


ORE: 07,00: S. Rosario - Lodi
ORE: 07,30: S. Messa
ORE: 10,00: S. Messa
ORE: 19,00: S. Messa

FERIALE

lUNEDì-VENERDì:
ORE 18,30: S. ROSARIO
(O VESPRI)
ORE 19,00: S. MESSA
SABATO :
ORE 07,00: s. ROSARIO
(O LODI)
ORE: 07,30: S. Messa










ORARIO CELEBRAZIONI PARROCCHIALI
(Per ulteriori informazioni mancanti si consulti il calendario parrocchiale che si può ritirare in chiesa)

ESTIVO-FESTIVO: orario legale
(ECCETTO LUGLIO-AGOSTO)


ORE: 7,00: S. Rosario - Lodi
ORE: 7,30: S. Messa
ORE: 9,30: S. Messa
ORE: 11,30: S. Messa
ORE: 19,00: S. Messa

ESTIVO-FERIALE


lUNEDì-VENERDì:
ORE 18,30: S. ROSARIO
ORE 19,00: S. MESSA
SABATO :
ORE 07,00: s. ROSARIO (O LODI)
ORE: 07,30: S. Messa

invernale: orario solare

FESTIVO


ORE: 07,00: S. Rosario - Lodi
ORE: 07,30: S. Messa
ORE: 09,30: S. Messa
ORE: 11,30: S. Messa
ORE: 18,00: S. Messa

FERIALE


lUNEDì-VENERDì:
ORE 17,30: S. ROSARIO
(O VESPRI)
ORE 18,00: S. MESSA
SABATO:
ORE 07,00: S. ROSARIO
(O LODI)
ORE 07,30: S. MESSA

LUGLIO-AGOSTO: FESTIVO


ORE: 07,00: S. Rosario - Lodi
ORE: 07,30: S. Messa
ORE: 10,00: S. Messa
ORE: 19,00: S. Messa

FERIALE

lUNEDì-VENERDì:
ORE 18,30: S. ROSARIO
(O VESPRI)
ORE 19,00: S. MESSA
SABATO :
ORE 07,00: s. ROSARIO
(O LODI)
ORE: 07,30: S. Messa









orario celebrazioni parrocchiali


FESTIVO-ESTIVO (orario legale)
  

ORE: 7,00: S. Rosario - Lodi
ORE: 7,30: S. Messa
ORE: 9,30: S. Messa
ORE: 11,30: S. Messa
ORE: 19,00: S. Messa

FEriale-ESTIVO (orario legale)
      

lUNEDì-VENERDì: ORE 19,00
SABATO : ORE 07,30

FESTIVO-invernale
(orario solare)
     

ORE: 07,00: S. Rosario - Lodi
ORE: 07,30: S. Messa
ORE: 09,30: S. Messa
ORE: 11,30: S. Messa
ORE: 18,00: S. Messa

FERIALE-invernale (orario solare)
   

lUNEDì-VENERDì: ORE 18,00
SABATO: ORE 07,30





Data Ora:

Data Ultimo Aggiornamento del Sito: 11/10/2018
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