CARITAS CAMPANIA

Presentazione del Dossier Regionale Caritas
sulle Povertà
della Campania 201

                                                                A CASERTA IL 7 FEBBRAIO PROSSIMO

alle ore 17.30 nella sala consiliare della Provincia (Corso Trieste 133) sarà presentato il

DOSSIER REGIONALE SULLE POVERTÀ 2011

 

Interverranno:

il Pres. della Provincia di Caserta, Dt. Domenico Zinzi

il Vescovo di Caserta, mons. Pietro Farina

il Delegato Regionale Caritas, Don Vincenzo Federico

il Sociologo e formatore Regionale Caritas, Dt.Ciro Grassini

                            Moderatore: Dt. Francesco Iannucci, Vice Direttore Caritas di Aversa

 

tutti possono partecipare

INgresso libero

 

 

SANT'ANDREA IL PROTOCLITO
 

 Pertanto parliamo oggi del fratello di Simon Pietro, sant’Andrea, anch'egli uno dei Dodici. Egli nacque a Betsaida sul lago di Galilea.
La prima caratteristica che colpisce in Andrea è il nome: non è ebraico, come ci si sarebbe aspettato, ma greco, segno non trascurabile di una certa apertura culturale della sua famiglia. Siamo in Galilea, dove la lingua e la cultura greche sono abbastanza presenti.
Viveva a Cafarnao (Marco 1:29). Nei Vangeli viene indicato in tutti i momenti salienti della vita di Cristo ed era sicuramente uno dei discepoli più vicini al Messia.
Nelle liste dei Dodici, Andrea occupa il secondo posto, come in Matteo (10,1-4) e in Luca (6,13-16), oppure il quarto posto come in Marco (3,13-18) e negli Atti (1,13-14). In ogni caso, egli godeva sicuramente di grande stima all'interno delle prime comunità cristiane.
Dal Vangelo sappiamo che erano fratelli. Vi si legge: “Mentre Gesù camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone chiamato Pietro e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini»” (Mt 4,18-19; Mc 1,16-17).
Dal Vangelo di S. Giovanni raccogliamo un altro particolare importante: in un primo momento, Andrea era discepolo di Giovanni Battista; e questo ci mostra che era un uomo che cercava, che voleva conoscere più da vicino la parola del Signore.
Andrea, fu il primo degli Apostoli ad essere chiamato a seguire Gesù.
Le tradizioni evangeliche rammentano particolarmente il nome di Andrea in altre occasioni che ci fanno conoscere un po’ di più quest’uomo.
La prima è quella della moltiplicazione dei pani in Galilea. In quel frangente, fu Andrea a segnalare a Gesù la presenza di un ragazzo che aveva con sé cinque pani d'orzo e due pesci.
La seconda occasione fu a Gerusalemme. Uscendo dalla città, un discepolo fece notare a Gesù lo spettacolo delle poderose mura che sorreggevano il Tempio. La risposta del Maestro fu sorprendente: disse che di quelle mura non sarebbe rimasta pietra su pietra. Andrea allora, insieme a Pietro, Giacomo e Giovanni, lo interrogò: “Dicci quando accadrà questo e quale sarà il segno che tutte queste cose staranno per compiersi” (Mc 13,1-4).

Nei Vangeli è, infine, registrata una terza iniziativa di Andrea. Lo scenario è ancora Gerusalemme, poco prima della Passione. Per la festa di Pasqua - racconta Giovanni - erano venuti nella città santa anche alcuni Greci, probabilmente proseliti o timorati di Dio, venuti per adorare il Dio di Israele nella festa della Pasqua. Andrea e Filippo, i due apostoli con nomi greci, servono come interpreti e mediatori di questo piccolo gruppo di Greci presso Gesù. La risposta del Signore alla loro domanda appare – come spesso nel Vangelo di Giovanni – enigmatica, ma proprio così si rivela ricca di significato. Gesù dice ai due discepoli e, per loro tramite, al mondo greco: “E’ giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’uomo. In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (12,23-24).

Che cosa significano queste parole in questo contesto? Gesù vuole dire: Sì, l’incontro tra me ed i Greci avrà luogo, ma non come semplice e breve colloquio tra me ed alcune persone, spinte soprattutto dalla curiosità. Con la mia morte, paragonabile alla caduta in terra di un chicco di grano, giungerà l’ora della mia glorificazione. Dalla mia morte sulla croce verrà la grande fecondità: il “chicco di grano morto” – simbolo di me crocifisso – diventerà nella risurrezione pane di vita per il mondo; sarà luce per i popoli e le culture. Sì, l’incontro con l’anima greca, col mondo greco, si realizzerà a quella profondità a cui allude la vicenda del chicco di grano che attira a sé le forze della terra e del cielo e diventa pane. In altre parole, Gesù profetizza la Chiesa dei greci, la Chiesa dei pagani, la Chiesa del mondo come frutto della sua Pasqua.

Andrea predicò in Asia Minore, lungo il Mar Nero e probabilmente raggiunse la regione del Volga. Questa è la ragione per cui è Santo Patrono della Romania, dell'Ucraina e della Russia. La tradizione lo vuole primo vescovo di Costantinopoli. Morì martire a Patrasso dove subì il supplizio della croce.

 Le sue spoglie vennero successivamente traslate a Costantinopoli.

Nel lontano 8 maggio 1208, il Cardinale amalfitano Pietro Capuano, legato pontificio alla IV crociata, introdusse nella piccola cittadina costiera di Amalfi le spoglie dell'Apostolo Andrea, che trasportò via mare da Costantinopoli.

Sant'Andrea è patrono della città di Amalfi,

LA QUARTA  CHIESA PIÙ GRANDE DEL MONDO


L'ha inaugurata il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, delegato speciale di papa Benedetto XVI.
 Ha una forma di un disco bianco del diametro di 125 metri. È stata aperta alla vigilia del 90° anniversario dell’ultima apparizione della Madonna, il 13 ottobre 1917, quella del “miracolo del sole”
 L'inaugurazione della nuova chiesa, per capienza la quarta del mondo, è stata presieduta dal legato speciale di papa Benedetto XVI, il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano. Un prelato che, segretario della Congregazione della dottrina della fede e inviato di Giovanni Paolo II presso Suor Lucia, con Fatima ha da sempre uno stretto rapporto.
 Alla cerimonia ha assistito il presidente del Portogallo Anibal Cavaco Silva. Davanti al delegato del papa, accompagnato da 40 cardinali e vescovi, è stata simbolicamente aperta per la prima volta l’immensa “Porta di Cristo”, la porta principale di bronzo a quattro battenti – ognuno dei quali pesa 3,5 tonnellate – posta all’ingresso della chiesa della Santissima Trinità di fronte alla “vecchia” basilica degli Anni Cinquanta, all’altra estremità della distesa della Cova de Iria, dove la Madonna apparve nel 1917 ai tre pastorelli Lucia, Giacinta e Francesco.
 La nuova chiesa è stata disegnata dall’architetto greco-ortodosso Alexandros Tombazis.
 Ogni anno il santuario è visitato con grande fervore da oltre 5 milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo, fra cui molti gli italiani, numerosi anche in questi giorni. Per rispondere al flusso ininterrotto e crescente dei fedeli è stata decisa, con l'appoggio di Giovanni Paolo II, la costruzione della nuova chiesa, già battezzata dagli abitanti di Fatima la “nuova basilica”, che può ospitare 8633 persone sedute, dieci volte la capienza di quella “vecchia”. Il nuovo edificio è costato 70 milioni di euro, integralmente pagati dalle donazioni dei pellegrini.
 Il ricordo del papa polacco, al cui attentato del 1982 si riferiva secondo l’interpretazione di Suor Lucia il “terzo segreto” rivelato dalla Madonna ai pastorelli, e che ha sempre mostrato una devozione particolare per la Vergine di Fatima, è fortemente presente nella nuova “basilica”.
 Davanti alla chiesa è stata collocata una statua in bronzo di Giovanni Paolo II, accanto a un immenso crocifisso in legno e metallo stilizzato alto 34 metri e largo 17.
 All’interno è stata collocata davanti all’altare una preziosa reliquia donata nel 2004 da papa Wojtyla: un frammento della tomba di San Pietro, sulla quale è stata costruita la Basilica di San Pietro, donata a Fatima perché diventi la «pietra angolare» della nuova chiesa.
(Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 12/10/07)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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